5 segnali che il sito della tua attività va rifatto
Come capire in cinque minuti, da soli e senza competenze tecniche, se il sito della tua attività sta facendo perdere clienti, e cosa fare.
Un sito vecchio non dà errori: semplicemente smette di funzionare per chi lo visita. Le persone non ti scrivono per dirti che si legge male o che ci mette troppo ad aprirsi: chiudono la pagina e cercano qualcun altro.
Ecco cinque controlli che puoi fare da solo, in cinque minuti, con il telefono e un browser. Per ciascuno trovi come verificarlo e cosa fare se il risultato non è buono.
1. Dal telefono si legge male
Come verificarlo. Apri il sito dal tuo cellulare, come farebbe un cliente. Se per leggere devi allargare con le dita, se il testo esce dai bordi o se i pulsanti sono così piccoli che ne tocchi uno al posto di un altro, il sito non è pensato per il telefono.
Perché conta. Buona parte di chi cerca un’attività lo fa dal telefono, spesso in fretta. E Google, per decidere come mostrare un sito nei risultati, guarda proprio la versione per cellulare.
Cosa fare. Raramente si sistema con un ritocco: un sito nato per lo schermo del computer va ripensato per adattarsi a ogni schermo. È il motivo più comune per cui un sito va rifatto.
2. Ci mette troppo ad aprirsi
Come verificarlo. Prova il sito dal telefono con i dati mobili, non con il Wi-Fi di casa o dell’ufficio. Poi apri PageSpeed Insights, lo strumento gratuito di Google, inserisci l’indirizzo del tuo sito e guarda la scheda Cellulare.
Come leggere il risultato. Il dato più utile è il Largest Contentful Paint: il tempo che serve a mostrare il contenuto principale della pagina. Secondo Google è buono sotto i 2,5 secondi. Se il tuo sito supera i 4, molti visitatori se ne vanno prima di vedere cosa offri.
Cosa fare. Le cause più comuni sono immagini troppo pesanti, troppi componenti aggiuntivi, un hosting lento o un tema che carica di tutto anche quando non serve. A volte basta un intervento mirato; se i problemi sono tanti insieme, conviene ripartire da una base leggera.
3. Il browser scrive “Non sicuro”
Come verificarlo. Guarda la barra dell’indirizzo: accanto al nome del sito deve esserci il simbolo del lucchetto (o delle impostazioni), non la scritta “Non sicuro”. Prova anche a scrivere l’indirizzo con http:// davanti: deve portarti automaticamente alla versione https://.
Perché conta. Senza HTTPS i dati che viaggiano tra il sito e chi lo visita, per esempio quelli di un modulo di contatto, non sono protetti. E la scritta “Non sicuro” fa pensare a un sito abbandonato, anche quando non lo è.
Cosa fare. Oggi i certificati HTTPS sono gratuiti (per esempio quelli di Let’s Encrypt) e si rinnovano da soli: se il tuo sito non lo ha ancora, di solito è il segnale che nessuno se ne sta occupando.
4. Le informazioni sono vecchie e non sai come cambiarle
Come verificarlo. Rileggi il sito come se fossi un cliente: orari, prezzi, servizi, foto, numeri di telefono, l’anno nel piè di pagina. Poi chiediti: se domani cambiasse un orario, saprei aggiornarlo da solo, o dovrei chiedere a qualcuno?
Perché conta. Un orario sbagliato o un servizio che non offri più fanno perdere fiducia più di un sito brutto. E se per ogni modifica devi rincorrere chi ha fatto il sito, finisce che non lo aggiorni più.
Cosa fare. Un sito ben fatto ti lascia modificare da solo le cose che cambiano spesso, oppure ha qualcuno che se ne occupa con tempi certi. Una delle due: l’importante è che non resti fermo.
5. Non sai chi ha le chiavi
È il controllo più sottovalutato, e il più importante.
Come verificarlo. Prova a rispondere a queste domande:
- A nome di chi è registrato il dominio (il tuo
nomeattivita.it)? E quando scade? - Chi ha gli accessi all’hosting, cioè al servizio dove “vive” il sito?
- Chi ha le credenziali per modificare il sito?
- Chi gestisce le email con il tuo dominio?
Per sapere a chi è intestato un dominio e quando scade puoi usare i servizi pubblici di consultazione: per i domini .it il WHOIS del Registro .it, per i .com e gli altri il servizio di ricerca di ICANN (lookup.icann.org).
Perché conta. Se la risposta è “l’ha registrato un tecnico anni fa e non so”, il sito non è davvero tuo. E c’è un rischio che quasi nessuno considera: se il dominio scade, non sparisce solo il sito, smettono di funzionare anche le email con quel dominio. Clienti e fornitori che ti scrivono ricevono un errore, e tu non lo sai.
Mi è capitato. Anni fa un vicino mi ha chiesto un sito semplice per la sua scuola guida. Qualche anno prima ne aveva fatto fare uno da un tecnico, ma non aveva nessun accesso, e nel frattempo quel tecnico aveva cambiato lavoro: sul vecchio sito non si poteva intervenire. Per fortuna le sue richieste erano poche, una sola pagina e nemmeno un indirizzo email, e lo abbiamo rifatto da capo in poco tempo. Con un sito più complesso sarebbe stato molto più lungo e costoso.
Cosa fare. Fatti dare tutti gli accessi e conservali in un posto sicuro, per esempio un password manager. Il dominio dovrebbe essere intestato a te o alla tua attività, con il rinnovo automatico attivo e un indirizzo email di contatto che leggi davvero.
Ne hai riconosciuto più di due?
Non serve per forza rifare tutto da capo: a volte bastano interventi mirati, altre volte rifare il sito costa meno che continuare a rattoppare quello vecchio. Dipende da quanti segnali hai trovato e da come è stato costruito.
Quando rifaccio un sito, alla consegna lascio sempre accessi e documentazione: dominio, hosting, credenziali e istruzioni restano a te. Così il sito è davvero tuo, anche se un giorno deciderai di cambiare fornitore.